mercoledì 1 agosto 2007

Made in Italy: Serial Killer italiani

Dopo aver riconfermato il successo di pubblico dell’anno passato, si chiude la seconda stagione di Bo-noir, la rassegna dedicata alla letteratura e alla cronaca nera ideata da Riccardo Marchesini e Grazia Verasani nell’ambito delle manifestazioni di Bè Bolognaestate07, con una serata dedicata al crescente fenomeno dei serial killer in Italia.
Fino a non molto tempo fa si pensava che gli assassini seriali fossero una prerogativa del mondo anglosassone ed una conseguenza della loro cultura.
La maggiore attenzione da parte del mondo dell’informazione ai delitti più efferati ha contribuito a diffondere la consapevolezza che anche l’Italia ha i suoi “mostri”, assassini che uccidono per il piacere di uccidere. Con i feroci omicidi del mostro di Firenze, di Donato Bilancia, Michele Profeta, Roberto Succo, Gianfranco Stevanin e di “Unabomber” si radica la certezza che l’Italia non è immune da questo genere di problema.
Dal 1975 sono stati identificati e catturati poco più di 40 assassini responsabili della morte di oltre 200 innocenti, ma già a partire dalla fine dell’800 la cronaca italiana aveva registrato la presenza di assassini seriali.
Chi sono i serial Killer? Solo individui affetti da disturbi mentali? Come si possono prevenire le loro mosse? Quanti assassini seriali si muovono a piede libero nel nostro Paese attualmente?


Intervengono: Silio Bozzi (Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato), Gianfranco Nerozzi (Scrittore), Vittorio Volterra (Psichiatra)

Reading Dario Criserà
Voce e piano Lucio Morelli
Conduce Riccardo Marchesini

domenica 29 luglio 2007

Per saperne di più: l'ultima notte di Luigi Tenco

E' stato il musicista Lucio Morelli ad aprire la serata di Bo-noir dedicata alla scomparsa di Luigi Tenco con la bella cover di vedrai vedrai.

Il giornalista e scrittore Massimo Polidoro, autore del libro "Elvis è vivo!" ha ripercorso la breve ma intensa carriera del cantautore italiano, coadiuvato dal produttore musicale Oderso Rubini.
Al Professor Vittorio Volterra, psichiatra, è andato il compito di analizzare il profilo di Luigi Tenco e il suo suicidio, confermato dall'ultima indagine del 2006 che ha visto la riesumazione del corpo dell'artista.
Nel corso della serata si sono prese in considerazione anche le numerose ipotesi elaborate nel corso di questi decenni che vedevano Tenco vittima di un incidente o addirittura di un omicidio.
Nel corso della serata sono state proiettate diverse apparizioni televisive di Luigi Tenco e anche uno spezzone del film da lui interpretato "La cuccagna" di Luciano Salce. Le letture proposte sono state interpretate dall'attore Umberto Bortolani.

Per saperne di più:

Massimo Polidoro
Elvis è vivo!
un'indagine sulle "strane morti" dei divi
Piemme

Aldo Fegatelli Colonna
Luigi Tenco – Vita breve e morte di un genio musicale
Mondadori

Io sono uno / Luigi Tenco
a cura di Enrico de Angelis
Baldini & Castoldi

Gioachino Lanotte, Marco Peroni
Luigi Tenco : un miracolo breve
Sesto Ulteriano, 2004

Le letture della serata:

Luigi Tenco – Vita breve e morte di un genio musicale
di Aldo Fegatelli Colonna

Melanconia e musica
di e a cura di Vittorio Volterra

I film e gli spezzoni:

La cuccagna
di Luciano Salce (1962)

La storia siamo noi
di Giovanni Minoli

Per conoscere meglio Massimo Polidoro:

Per conoscere meglio il nostro musicista Lucio Morelli:


Foto di Roberto Brandoli

martedì 24 luglio 2007

Ciao Luigi ciao - L'ultima notte di Luigi Tenco

Un’intera serata dedicata al cantautore Luigi Tenco e alla sua scomparsa avvenuta quarant’anni fa. Venerdì 27 luglio alle ore 21,30 presso i Giardini del Baraccano, Bo-noir ripercorrerà le tappe principali della carriera del celebre artista, trovato morto il 26 gennaio del 1967 all’Hotel Savoy, dopo aver proposto al pubblico del Festival di Sanremo la sua canzone “Ciao amore ciao”.
Le canzoni eseguite dal musicista Lucio Morelli, le letture selezionate da Grazia Verasani e interpretate dall’attore Umberto Bortolani e numerosi filmati di repertorio contribuiranno a raccontare il percorso artistico di Luigi Tenco fino alla misteriosa morte.
Suicidio, incidente, omicidio? La riesumazione del cadavere dell’artista nel febbraio del 2006 ha cercato di rispondere a queste domande.
Ma la vicenda di Luigi Tenco, punto di riferimento imprescindibile nel panorama della canzone italiana d’autore, pone soprattutto una dura riflessione sulle regole e le modalità del mondo dello spettacolo.

Intervengono Massimo Polidoro (Scrittore), Oderso Rubini (Discografico), Vittorio Volterra (Psichiatra)
Reading Umberto Bortolani
Voce e piano Lucio Morelli
Conduce Riccardo Marchesini

domenica 22 luglio 2007

Per saperne di più: il caso Nigrisoli

La serata dedicata al caso Nigrisoli ha avuto un grande seguito. La scrittrice e ricercatrice Nathalie Anne Dodd (autrice del libro "Bologna Criminale") e l'avvocato Roberto Landi, uno dei legali di Carlo Nigrisoli, hanno ripercorso le tappe della vicenda con la complicità dello scrittore-poliziotto Maurizio Matrone e del critico e giornalista Alberto Sebastiani.

  • Per chi volesse approfondire il caso segnaliamo:

    Antonio Bagnoli – Nathalie Dodd
    Bologna Criminale
    Newton Compton Editori

    Massimo Polidoro
    Cronaca nera
    Piemme

    Alessandro Cervellati
    Bologna nera
    Tamari 1964

    Gli enigmi: Giovanni Feneroli, Carlo Nigrisoli, Piazza Fontana
    a cura di Guido Guidi e Giuseppe Rosselli
    Edizioni ER.GA., 1984

    Pier Mario Fasanotti, Valeria Gandus
    Kriminal tango (1960-1970)
    Tropea, 2002

    Giuseppe Quercioli
    Bologna criminale: trenta delitti all'ombra delle Due Torri
    Pendragon, 2002

    Franco Vanni
    Processo Nigrisoli
    Sampietro, 1965

  • Le letture della serata:

    La Messa Clandestina
    di Giovannino Guareschi

  • I film:

    Il mistero Von Bulow
    di Barbet Schroeder

martedì 17 luglio 2007

La risposta alla Marri

Inutile dirvi che siamo alquanto sconcertati dall'intervento di Maria Cristina Marri che definisce la nostra serata sulla vicenda di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana carica di messaggi subdolamente negativi.
E' facile evincere che la signora Marri non fosse presente venerdì sera al Bo-noir e che di conseguenza faccia valutazioni inopportune e imprecise, forse nel tentativo di attirare attenzione su di sè.
Paragonare una manifestazione che si occupa di una vicenda di cronaca alla mostra de "la Madonna che piange sperma" mi sembra alquanto azzardato.
L' unica vera violenza alle menti (di cui parla la signora Marri) resta l'ignoranza.
Forse l'esponente dell'Udc farebbe bene a rileggersi i giornali e le cronache del tempo per conoscere i fatti di un errore giudiziario alquando doloroso. Siamo inoltre avviliti da come Il Resto del Carlino abbia affrontato la vicenda, titolando la pagina "Cultura Choc" e definendo la scrittrice Grazia Verasani "out" per "aver riabilitato un satanista".
A questo proposito pubblichiamo di seguito la risposta di Grazia:


In merito alla polemica sollevata dall’esponente dell’Udc Maria Cristina Marri sulla serata che la rassegna Bo-noir ha dedicato al caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana, ci preme sottolineare che, responsabilmente e eticamente, abbiamo trattato l’argomento occupandoci esclusivamente della vicenda giudiziaria e basandoci integralmente su atti processuali che, molto prima di noi, hanno “riabilitato” Dimitri da ogni accusa di pedofilia e stupro e risarcendolo dall’ingiusta detenzione di più di un anno di carcere, a dimostrazione della sua innocenza stabilita non da noi ma dalla Legge.
Siamo sgomenti per l’evidente disinformazione di chi ci accusa di avere difeso e celebrato le sette sataniche, dal momento che abbiamo solo ripercorso fedelmente la mera vicenda giudiziaria.
E ci nasce il legittimo sospetto che la signora Marri non sia stata presente alla serata, se no saprebbe anche che la lettera del ‘nonno di Federico’ (il bambino coinvolto in un’inchiesta il cui dibattimento processuale ha stabilito non esserci stato da parte di Dimitri alcun abuso su minore), è stata pubblicamente e volutamente letta durante la serata di Bo noir.
La invitiamo per tanto a leggersi – come noi abbiamo fatto – le migliaia di atti giudiziari che riguardano il caso.
Rimarchiamo che non è stato fatto alcun elogio del satanismo e che solo un certo senso dell’umorismo ci salva dal prendere sul serio questi assurdi attacchi.
Se abbiamo deciso, dolorosamente e obiettivamente, di riparlare di questa vicenda, è perché abbiamo notato la disinformazione di chi crede o ha creduto che Marco Dimitri non fosse stato assolto da tutte le accuse.

Grazia Verasani a nome di Bo-noir

lunedì 16 luglio 2007

Carlo Nigrisoli e la clinica della paura

Venerdì 20 luglio alle ore 21,30 presso i Giardini del Baraccano, Bo-noir ripercorre la vicenda che portò all’attenzione dell’intero paese Carlo Nigrisoli e la clinica bolognese in cui lavorava.
La rassegna dedicata alla letteratura e alla cronaca nera ideata da Riccardo Marchesini e Grazia Verasani nell’ambito delle manifestazioni organizzate per bè bolognaestate07, ripropone “il giallo del curaro”, una delle vicende più discusse degli anni sessanta che divise l’opinione pubblica fra innocentisti e colpevolisti.
E’ la sera del 14 marzo del 1963 quando Ombretta Galeffi, moglie di Carlo Nigrisoli, viene ritrovata morta all’interno della clinica di famiglia.
Fin da subito le accuse, anche degli stessi famigliari, ricadono su Carlo, definito come un uomo ambiguo, mediocre e bugiardo con diverse relazioni extraconiugali alle spalle, che avrebbe ucciso la moglie iniettandole dosi di curaro.
Si apre un processo in cui si alternano amanti, medici, perizie e super prove conclusosi con la condanna di Carlo Nigrosoli all’ergastolo, poi tramutata grazie alle attenuanti generiche, in 24 anni di carcere.

Intervengono Nathalie Dodd (Ricercatrice e Scrittrice), Alberto Sebastiani (Critico e Giornalista), Maurizio Matrone (Scrittore e Poliziotto), Roberto Landi (Avvocato di Carlo Nigrisoli).

Reading a cura di Grazia Verasani
Voce e piano Lucio Morelli
Conduce Riccardo Marchesini

domenica 15 luglio 2007

La lettera

Nei giorni che hanno preceduto l'appuntamento di venerdì 13 luglio ai giardini del Baraccano, abbiamo ricevuto diverse comunicazioni da parte della famiglia di "Federico", una delle presunte vittime di questa vicenda, che all'epoca dei fatti aveva due anni e mezzo. Nel portare avanti questo appuntamento di Bo-noir abbiamo ritenuto opportuno raccontare la vicenda attenendoci solo a quegli atti e a quei documenti a cui è stata riconosciuta validità in sede giudiziaria, senza riaprire alcun dibattito su quei fatti. Ci è parso però opportuno leggere nel corso della serata parte della lettera inviataci dal nonno di "Federico" che sul blog vi proponiamo integralmente.

Egregio Sig. Marchesini,
sono il nonno di “Federico”, e poiché mi è stata offerta la possibilità di conoscere lo scambio di lettere avute con mio figlio, Le chiedo scusa se mi permetto di intervenire.
Lei con tre decisi colpi di accetta, riferendosi alla sentenza di primo grado, a quella di secondo, alla rinuncia al terzo fa leva su capisaldi che negano chiaramente ogni possibilità di una sia pur timida replica. Intravedo il taglio che si tende a dare alla serata in argomento, se non sbaglio è di rifarsi ad un errore giudiziario ormai vecchio che essendo tale non può ne deve dare voce ai “vinti perché ne minerebbe l’impostazione di partenza.
Le anticipo subito che non è mia intenzione creare turbative su ciò che andrete a fare ne intendo avventurarmi nell’intricata area dell’errore dell’ errore.
Le dico però che ciascuno di noi, qualunque sia il campo esistenziale in cui si muove dà in ragione di quello che sa, come può e meglio gli riesce, e non è detto che sempre raggiunga l’assoluto, e credo che questo sia concesso estenderlo anche alla giustizia.
Mi sono trovato a 66 anni circa a mettere piede per la prima volta, e ad oggi unica, in un’aula giudiziaria, devo ammettere con fatica, non spinto quindi da sete di protagonismo, ritenendolo un irrinunciabile atto dovuto nei confronti del mio nipotino.
L’impressione che ho ricavato(del tutto personale e probabilmente distorta per carità) dei meccanismi della giustizia non è stata proprio avvolgente. Troppi non ricordo da parte di qualcuno, l’avvalersi della facoltà di non rispondere da parte di altri, poi fatti e circostanze che a mio parere avrebbero meritato approfondite risposte sono invece evaporate, volatilizzate, ed anche percorsi imboccati in direzione opposta all’obiettivo.
Un esempio per tutti.
Vi era un bambino (oggi ragazzo come ve ne sono tanti) che a due anni e mezzo aveva un prodigioso senso dell’orientamento e una acuta osservazione delle cose che lo circondano
Un certo giorno accade che:
1. regredisce nell’alimentazione ricorrendo a sole sostanze liquide, si ritorna al biberon.
2. rifiuta ostinatamente la sostituzione dei pannolini, non vuole gli si lavi il sederino
3. spesso bestemmia quando nessuna delle persone con cui ha contatti lo fa
4. non vuole più uscire dall’abitazione, neppure per andare in giardino
5. si nasconde talvolta animalescamente sotto la tavola
6. non intende più tornare nel proprio letto dopo averlo temporaneamente ceduto alla cuginetta baby sitter (solo la sostituzione porrà fine al problema) e tante altre cose ancora. E’ lo stesso bambino che indicherà ai carabinieri una strada diversa rispetto a quella che intendevano percorrere per raggiungere il cimitero di Nugareto e la vicina chiesa abbandonata luogo di riti satanici.
Al ritorno per l’emozione subita il bambino vomiterà in macchina; da quel momento ci siamo detti basta, teniamolo fuori dal processo.
Ebbene a fronte di tutto quanto precede un avvocato difensore degli imputati nella seduta conclusiva del dibattimento affermava che su quel processo durato mesi, si estende quale regia occulta, la lunga ombra del S. Domenico.
Ma come è possibile gingillarsi in simili fuorvianti argomenti? Mi rendo conto di farmi prendere la mano e punto alla conclusione mediante due riferimenti connessi ai due verdetti. Il primo è che all’indomani della sentenza il “Resto del Carlino” ospita una mia lettera che contempla riflessioni sulla stessa.
Il giorno successivo a questa il Presidente della Corte Dott. Cornia incontra in Piazza XIII Agosto proprio in Piazzola il ns. avvocato supplente, e gli chiede se quella lettera recante la firma “il nonno di Federico” l’avesse scritta lui.
Ottenuta risposta negativa chiede allora notizie sulla salute del bambino, augura un pronto recupero, e con riferimento a quei contenuti si accomiata dicendo:”La Legge è la Legge”. Esistono allora due verità e una di queste è quella giuridica?
Il secondo riferimento riguarda la sentenza di appello dove si dice la ragazza ha mentito (va precisato che nessun contatto, proprio nessuno, abbiamo avuto prima, durante e dopo il processo con questa) mentre i familiari del bambino sono degni di credibilità. Bene. Dove è approdata quella credibilità?
Lei dice che all’epoca gli organi di informazione sono stati carenti; può essere. Io sono a dover tenere in considerazione quanto con ben diverso peso specifico ebbe a dichiarare pubblicamente l’allora procuratore capo del Tribunale Dott. Ennio Fortuna: “ Conoscendo gli atti processuali sono stupito per questa sentenza.”
Le porgo i migliori auguri per la riuscita della Sua iniziativa.
Senza ironici fraintendimenti in futuro se lo vorrà si potrebbe prendere un iniziativa di segno opposto disincagliando quanto è rimasto imbrigliato fra le pieghe del procedimento. Il materiale esiste e non manipolato a proprio uso e consumo.
Grato per un cenno di riscontro.
Con osservanza,
Lettera firmata